Dakar 2018

Dopo il giorno di riposo a La Paz, i piloti sono stati subito catapultati nelle montagne boliviane per affrontare una settima tappa lunga e difficile. Le forti piogge hanno lasciato molta acqua stagnante sul percorso, che presto si è trasformato in fango rendendo la guida impegnativa. Nonostante le evidenti difficoltà, Joan Barreda ha dimostrato ancora una volta di essere il più veloce e di poter lottare per la vittoria finale

Inizia l’odissea boliviana
Dopo una giornata di riposo nel bivacco di La Paz, i concorrenti della Dakar sono ripartiti per la seconda e ultima parte della gara. Un rally impegnativo come non mai, caratterizzato da continui colpi di scena e, di conseguenza, da una classifica in costante cambiamento, con i team KTM, Honda e Yamaha in lotta per la vittoria.
Ora che la competizione è arrivata a metà strada, ancora non abbiamo idea di come potrà finire e di chi vedremo alzare il trofeo il 20 gennaio a Córdoba. Anche durante la settima tappa, la prima dopo il giro di boa, a spuntarla è stato Joan Barreda, velocissimo vincitore di tappe ancora in cerca di un trionfo vero e proprio alla Dakar. Il pilota della Honda ieri volava e, nonostante una brutta caduta e una lesione al ginocchio sinistro, ha avuto la meglio sulla Yamaha di Adrien Van Beveren, leader della generale. Terza di giornata l’altra Honda di Kevin Benavides.
La seconda settimana della Dakar 2018 è iniziata, come previsto, con la pioggia negli altopiani boliviani, la tappa La Paz-Uyuni prevedeva un trasferimento di 302 chilometri e un tratto cronometrato di 425. D’ora in poi le speciali aumenteranno di chilometraggio e di altitudine, con le tre tappe previste per coprire il territorio transandino che si svolgeranno a un’altitudine media di 3.500 metri sul livello del mare.

I piloti hanno affrontato oggi la prima parte della tappa marathon prevista per questa edizione della Dakar, dove l’assistenza meccanica esterna è vietata, solo i piloti sono autorizzati a eseguire la manutenzione e le riparazioni necessarie alle loto moto.
La speciale, con piste sia veloci che fangose, combinava il fuoristrada su sabbia e vegetazione con alcune sezioni fisicamente e tecnicamente impegnative. Ciò ha richiesto parecchia abilità di guida per impedire alle moto di affondare nel terreno, molti i fiumi da attraversare che hanno aggiunto un ulteriore grado di difficoltà.
«È la tappa più lunga e massacrante di questa Dakar 2018». Ormai sembra diventato un mantra, ma Alessandro Botturi continua a ripetere: «Veramente dura, da non credersi. Ancora una volta partenza alle 4 di mattina e 300 lunghissimi chilometri di tratto selettivo. Faceva freddo e mi sono coperto bene. Entrati in speciale è cominciato a piovere e il terreno era impegnativo con sabbia, dunette e herbes à chameau». Alessandro Botturi su Yamaha è stato il primo degli italiani in moto, 22°. Maurizio Gerini su Husqvarna continua a stupire con un eccellente 29° postazione: «La gara è ancora lunga. L’obiettivo è Córdoba», ripete il ligure. 33° Jacopo Cerutti su Husqvarna, 40° Alessandro Ruoso su KTM, 53° Fausto Vignola su Husqvarna e 71° Livio Metelli su KTM. Dita incrociate per Alberto Bertoldiche ha perso oltre 3 ore per riparare il motore della sua moto che perdeva acqua prima di ripartire. Si è ritirato, invece, Gabriele Minelli: «Mi porto a casa splendidi paesaggi e il calore della gente – ha raccontato il pilota toscano – torno a casa arricchito di questa incredibile esperienza umana».
Con la speciale cronometrica più lunga della Dakar 2018, l’ottava tappa coinciderà con la seconda e ultima parte della tappa marathon. Una speciale di 498 chilometri porterà i concorrenti da Uyuni alla città di Tupiza, dove tutti i piloti s’incontreranno di nuovo con le loro squadre e gli equipaggi di assistenza.
Classifica generale dopo tappa 7: 1. Van Beveren (Yamaha) 21.49’18’’ – 2. Benavides (Honda) +03’14’’ – 3. Barreda (Honda) +04’45’’ – 4. Walkner (KTM) +08’18’’ – 5. Price (KTM) +13’34’’ – 6. de Soultrait (Yamaha) +16’39’’ – 7. Meo (KTM) +18’40’’ – 8. Quintanilla (Husqvarna) +20’47’’ – 9. Farres Guell (KTM) +33’27’’ – 10. Svitko (KTM) +33’53’’

Fonte Insella.it

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